La casella PEC è obbligatoria da novembre 2011 per tutte le società (tra cui anche le s.s.d.) che sono tenute a comunicare l’indirizzo al Registro Imprese, e da fine giugno 2013 lo stesso obbligo è in capo alle ditte individuali e agli artigiani.
Ma la PEC diventa necessaria per chiunque debba ricevere le fatture elettroniche.
Nell’ipotesi (non di certo rara nel mondo dei sodalizi sportivi) in cui l’ente pubblico, generalmente il Comune, riceva dalla società o associazione sportiva una somma relativa al canone per l’affitto dell’impianto sportivo locato, il Comune sempre più spesso emete emettere la fattura nel formato elettronico. Questo comporta che il ricevente la fattura (la a.s.d.) si trova davanti alla seguente alternativa:
- utilizzare il Sistema di Interscambio (SdI) gestito dall’Agenzia delle Entrate che riceve la fattura sotto forma di file con le caratteristiche della FatturaPA, effettua i controlli sul file, e la inoltra al destinatario; ovvero
- la a.s.d. si dota di una casella PEC, alla quale verrà inviata la fattura (soluzione più semplice e di bassissimo costo).
Ora, la PEC sta diventando mezzo sempre più importante di comunicazione avente lo stesso valore legale di quello di una raccomandata con ricevuta di ritorno, permette di comunicare con la pubblica amministrazione e molto spesso anche con le aziende private.
Inoltre il D.lg. n. 193/2016 “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”, prevede che a partire dal 1 luglio 2017 gli atti impositivi (avvisi e atti del fisco) potranno essere notificati solo via PEC alle imprese individuali, alle società (comprese le s.s.d.) e ai professionisti iscritti negli appositi albi o elenchi istituiti con legge dello Stato.
La novità (ancora una volta) non interessa le a.s.d., ma la norma aggiunge che questo nuovo sistema di notifica potrà essere utilizzato anche nei confronti dei cittadini non obbligati ma che ne abbiano fatto espressa richiesta.